sabato 21 ottobre 2017

Loro tre continuano a sprecare i soldi degli italiani. Ecco le cifre monstre


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l’ultima delle idee che è venuta in mente a Matteo Renzi, a Sergio Mattarella, a Laura Boldrinie a Piero Grasso è stata quella di iniziare a tagliare da subito qualcuno di quei costi. Intendiamoci, a parole sono tutti dei campionissimi nel farlo. Ma quando poi si va ai numeri, arriva l’amara sorpresa. E i numeri sono quelli contenuti nella tabella n. 2 del ministero dell’Economia allegata alla legge di Bilancio per il 2017.

Alla voce “Spese per organi costituzionali e a rilevanza costituzionale” è scritta per l’anno prossimo una cifrona: 1.768.313.731 euro. Nessun taglio, anzi: 22 milioni più di quanto alla stesa voce era scritto per il 2016 nella legge di stabilità dell’anno scorso. Siccome quando si tratta di previsioni, è un po’ come con le parole – si dice quel che la gente vuole sentire, perché fa fine e non impegna – l’anno scorso il governo aveva preso l’impegno di tagliare lo stanziamento per gli organi costituzionali e a rilevanza costituzionale di 14 milioni, portandoli a un miliardo e 732 milioni. Siccome invece di tagliare, li ha aumentati, fra il dire e il fare la spesa è lievitata di 36 milioni. Renzi non ha avuto il coraggio di quelle forbici. Ma anche gli altri protagonisti fanno finta di nulla. Perché le somme stanziate dal governo come dotazione per Camera, Senato e presidenza della Repubblica, sono esattamente quelle che i tre organi costituzionali hanno chiesto con lettera al ministero dell’Economia. Per non bisticciare con nessuno, il governo ha detto di sì.

Tutti e tre i signori delle istituzioni per altro hanno in più occasioni fatto sfoggio dei presunti risparmi ottenuti con la prudente gestione dei bilanci delle loro istituzioni. L’ultima a essersi pavoneggiata di quel successo è stata la Boldrini, a fine ottobre, in un post su Facebook seguito a una sua intervista a Piazza Pulita: «Alla Camera, noi in questi 3 anni abbiamo risparmiato 270 milioni di euro». Ha pure aggiunto: «Il giorno stesso dell’elezione a presidente della Camera ho deciso di tagliare il mio stipendio del 30% e lo stesso ho fatto con i compensi dei miei collaboratori». Questa ultima affermazione per altro non si riferiva al suo stipendio, ma a una singola voce che ne è piccola parte: l’indennità di ufficio da presidente della Camera.

Il fatto è che per il Bilancio dello Stato, e cioè per le tasche dei cittadini, quei 270 milioni in tre anni non si sono affatto visti. Per il 2017 la Boldrini ha chiesto al ministero dell’Economia di versarle un assegnone da 943 milioni e 160 mila euro. E le è stato accordato. A quanto ammontava l’assegnone nel 2016? A 943 milioni e 160 mila euro. Risparmi reali? Nemmeno un centesimo. Stessa cosa per Grasso: la dotazione 2017 di 505 milioni e 360.550 euro è identica a quella del 2016. Zero risparmi. E stessa invarianza del costo si trova nella dotazione della Presidenza della Repubblica, che resta di 224 milioni nel 2017 come era nel 2016. In nessuno di questi casi dunque si trova traccia dei risparmi decantati, che pure partono da provvedimenti effettivamente adottati, come la riduzione degli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato dovuta alla progressiva introduzione di un simil-tetto a 240 mila euro (in realtà con altre voci si arriva a 350 mila euro). I risparmi lì dovrebbero esserci stati, ma non si vedono per i cittadini per un motivo semplice: quel taglio è sub judice, ed è motivo di contrasto fra organi dello Stato che dovrà risolvere la Corte Costituzionale. Per cui quei soldi sono stati accantonati nel caso dovesse andare male. Al momento non sono risparmi effettivi.

Qualche altra voce sale, una invece scende. Si tratta dello stanziamento previsto per il Cnel, che passa dai 8,705 milioni di euro del 2016 ai 7,125 milioni del 2017. In teoria dovrebbe passare a zero, se vincesse il sì al referendum, perché il Cnel è abolito. Siccome Renzi non è certo di vincere, intanto tiene il Cnel in piedi. Ma quella cifra indica come tante altre la grande differenza fra la realtà e la propaganda. Il ministro Maria Elena Boschi, rispondendo a una interrogazione parlamentare alla Camera a giugno sui benefici finanziari della riforma costituzionale, disse: «20 milioni all’anno arriveranno dalla abolizione del Cnel». Pare difficile risparmiare 20 milioni se il costo è 7,125 milioni: alla Boschi dovrebbe proprio riuscire un miracolo. Chi lo sa…

di Franco Bechis

Bufera su Striscia! Ha dato spazio a una denuncia del M5S. Quello che viene fuori è incredibile.

Bufera a Striscia! Il programma satirico più famoso d'italia da spazio a una denuncia del M5S. Quello che viene fuori è incredibile. Finalmente qualcuno si è deciso a dar voce a una denuncia gravissima che il M5S porta avanti da anni, gli unici sono stati questi due signori. Adesso vi chiediamo di mettervi comodi e di farlo girare ovunque. Intanto ringraziamo Antonio Ricci e Striscia la Notizia  per essersi interessati! Massima condivisione!!






Pazzesco a Roma. Ferrari e case con i soldi di Etruria, due arresti per la bancarotta della Privilege Yard


Civitavecchia, sviluppi nell'inchiesta sulla società che doveva costruire il maxi yacht. Al cardinale Bertone 700mila euro per beneficenze, consulenza da 500mila euro per l'ex senatore Baldassarri


ROMA - Se mai qualcuno avrà il coraggio di varare quella carcassa di yacht arrugginito, adagiato nel cantiere abbandonato della Privilege Yard al porto di Civitavecchia, un azzeccato nome di battesimo potrebbe essere "Mangiatoia". Quel progetto, infatti, nato col preciso obiettivo di succhiare denaro a un pool di banche (Etruria, Banca Marche, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bpm e Mps) ha sfamato l'appetito di tanti: dell'ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, degli ex parlamentari Mario Baldassarri e Vincenzo Scotti, del presidente dell'Autorità portuale Pasqualino Monti. E naturalmente quelli dell'imprenditore 76enne Mario La Via. L'uomo che diceva di voler costruire uno yacht, e invece regalava soldi non suoi.





Mario La Via, amministratore delegato della Privilege Yard fallita nel 2015, e Antonio Battista, componente del cda e unico delegato a operare sui conti bancari della società, sono finiti agli arresti domiciliari su ordine della procura di Civitavecchia, per i reati ipotizzati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, reati tributari e violazione della normativa antimafia. Con il denaro prestato dagli istituti bancari, per dire, avevano acquistato una Maserati e una Ferrari Coupé da 320mila euro. L'indagine del Nucleo tributario della finanza ricostruisce tutte le distrazioni patrimoniali attorno allo yacht mai varato. Rendendolo un corpo di reato lungo 127 metri.

Il maxi finanziamento concesso alla Privilege dal consorzio di banche (Etruria era la capofila) ammonta a 190 milioni di euro, di cui circa 125 milioni effettivamente erogati. Un progetto che non stava in piedi fin dall'inizio ma che ebbe sponsor di alto livello e coperture. Risulta agli atti una lettera di garanzia da parte della Barclays, ottenuta "ricorrendo a pressioni di organi amministrativi e politici".

Non solo.

L'ex ministro Vincenzo Scotti della Privilege era presidente onorario. Lui e l'ex parlamentare Fli Mario Baldassarri andarono di persona a una riunione con esponenti di Banca Etruria per perorare la causa di La Via. Lo ha raccontato ai finanzieri Carlo Maggiore, il responsabile della Direzione Corporate Finance di Etruria. E che c'entra Baldassarri? È il rappresentante legale della Economia Reale srl, società che ottiene da Privilege un paio di consulenze, "per attività svolta presso Unicredit e Intesa al fine di concretizzare la loro partecipazione al pool bancario". Il compenso era di 500mila euro.

Quando i finanzieri vanno a perquisire la mega villa di Mario La Via a Roma in zona Quarto Annunziata - una sobria dimora di 4 piani con sala cinema, discoteca, palestra, 3 saloni di rappresentanza, parco, campo da tennis, piscina e spogliatoi, ristrutturata con 4 milioni di euro stornati dalle casse della Privilege e fatta passare come la foresteria della società - scoprono un dettaglio minimo, ma che racconta molto. "Sono stati rinvenuti segnaposti per cene eleganti con personaggi di prestigio e la corrispondenza con il cardinale Bertone". Ecco che viene fuori quanto ricostruito da Repubblica e Liberonelle settimane scorse: 700mila euro di bonifici erogati a favore di associazioni italiane ed estere "su richiesta, indicazione e sollecitazione di Tarcisio Bertone, tra il febbraio 2008 e il novembre 2012". Privilege Yard pagava anche l'affitto della casa di Pasqualino Monti, il presidente dell'autorità portuale di Civitavecchia che ha concesso l'area del cantiere, per una somma complessiva di 43.200 euro, "a circa il triplo dei valori medi di mercato per gli anni 2011 e 2012". Ma per Mario La Via i soldi non erano un problema

fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/07/29/news/privilege_yard-145000225/?ref=fbpr

giovedì 19 ottobre 2017

Giorgio Napolitano, class action contro l'ex presidente della Repubblica: reati contro la sovranità

Nel mirino ci finisce il sovrano, ovvero Giorgio Napolitano: contro l'ex presidente della Repubblica scatta una denuncia di massa di mille cittadini tra imprenditori, pensionati e dipendenti pubblici, che hanno sottoscritto una serie di denunce presentate in diverse procure dal prossimo venti ottobre. Una class action contro Napolitano, promossa dal solito Niki Dragonetti, l'imprenditore che denunciò Laura Boldrini.


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Contro Napolitano, nella denuncia, si mette in rilievo "l'usurpazione della sovranità popolare perché in tutti questi anni ci hanno vietato di poter tornare a votare. Ci hanno imposto Governi tecnici che hanno solo provocato un sentimento di sfiducia tra gli elettori che hanno così perso il vero significato della parola democrazia. Basta i vari Renzi e Gentiloni, con mandato in scadenza. Basta i Monti, Letta e tanti altri Governi imposti da re Giorgio Napolitano unitamente ai presidenti di Camera e Senato".


Nella denuncia si fa riferimento al codice penale, articolo 287. "Non possiamo continuare a subire. Questa appoggiata da tantissime cittadini, altro non è che l'orgoglio italiano che sta emergendo. I cittadini vogliono tornare ad essere una componente essenziale per la scelta del Governo italiano e non una parte passiva e senza diritto alcuno". Dunque, Napolitano denunciato: un gesto eclatante per dar sfogo ai malumori di molti cittadini che individuano nel presidente emerito una delle principali cause delle sciagure italiane.

Cari pidioti, è ora di prendere il treno e levarvi per sempre dai piedi

Il Pinocchio fiorentino è tornato.
Ora il Bomba girerà l’Italia con il suo #TrenoPd per far credere ai pochi imbecilli rimasti di essere vicino al popolo.


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Ma il popolo non lo vuole più vedere: ieri alla stazione Tiburtina le persone intervistate gridavano frasi come “E’ un pagliaccio”, “Di lui non mi interessa nulla” e “Sa bene dove lo manderei”.
A casa lo abbiamo mandato quasi un anno fa, con il referendum del 4 dicembre, ma lui si ostina a restare in politica perché deve vendicarsi con il M5S.

E in parte il ducetto di Rignano c’è già riuscito. L’ultima porcata del Pd è una legge elettorale incostituzionale creata ad arte per far fuori i 5 Stelle rubandogli i seggi e regalandoli alle coalizioni.
Chi l’ha votata deve essere denunciato per aver privato gli italiani del diritto alla democrazia. Questa legge porcata l’hanno votata tutti i partiti, compresa la Lega di Matteo Salvini, il finto amico del popolo che per un seggio e una poltrona si è venduto l’anima alla casta.
Ora ai cittadini non resta che sperare nel M5S.
Sarà una battaglia ardua: se la legge elettorale passa anche al Senato, Luigi Di Maio e compagni dovranno ottenere più del 40% per poter conquistare l’Italia e liberarla da questi pagliacci al potere.
Dobbiamo sostenere questi ragazzi con tutte le nostre forze perché non possiamo più tollerare:
– Le menzogne dei fake media
– Le pensioni da fame
– I vitalizi dei politici
– La disoccupazione
– I giovani che fuggono all’estero
E tanti tanti altri problemi creati da questi incapaci.
E allora facciamoci sentire in rete, condividiamo questo articolo e facciamolo leggere ai nostri amici. Raccontiamo a tutti le infamie da loro commesse ai danni del popolo.
Andiamo tutti a votare alle prossime elezioni e in maniera democratica mandiamo a casa i pidioti una volta per tutte. Liberiamo questo benedetto, assurdo Belpaese.

La Raggi ad Amatrice per donare 313mila euro ai paesi terremotati

I soldi degli SMS solidali non sono mai arrivati a destinazione.
Quelli raccolti dalla giunta pentastellata a Roma, invece, sono già stati consegnati ai terremotati.


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Lunedì scorso la sindaca della capitale Virginia Raggi si è recata ad Amatrice, dove ha incontrato i sindaci di quattro Comuni colpiti dal terremoto dell’agosto 2016 e ha annunciato che, grazie alla solidarietà dei romani, sono stati raccolti ben 313mila euro.
Lo ha fatto sapere la stessa Raggi tramite Facebook:
“L’inesauribile solidarietà dei cittadini romani, che non hanno mai smesso di donare, ci ha consentito di garantire ad oggi 313mila euro alle 4 città più colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto: Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Norcia.

Siamo tornati ad amatrice per individuare con i sindaci le priorità verso cui destinare questa importante somma che sarà suddivisa in parti uguali. Ognuno di loro ci ha proposto e illustrato progetti che aiuteranno le popolazioni a rialzare la testa,” ha scritto la sindaca sul social network.
La prima cittadina della capitale ha poi detto come saranno impiegati i fondi:
“Amatrice ha proposto la realizzazione di un parcheggio ovvero l’utilizzo della propria parte per assicurare sgravi fiscali e contributivi alle imprese familiari: costituiscono il 99% del tessuto economico locale, ma sono state escluse dalle zone franche urbane istituite dal commissario per la ricostruzione.
Norcia investirà la propria quota per costruire una struttuta che comprenda una foresteria, un auditorium e un teatro, che consenta di costituire un nuovo polo di aggregazione civico e sociale.
Anche Arquata del Tronto si impegnerà a organizzare un nuovo centro di aggregazione, mentre Accumoli punterà sulla realizzazione di un polo universitario specializzato in scienze e tecnologie applicate all’agricoltura”.
L’esponente pentastellata ha concluso il suo post su Facebook spiegando di aver “accolto con favore ed entusiasmo le proposte formulate dai quattro sindaci. Grazie a questo importante percorso di condivisione, i romani saranno parte integrante del processo di ricostruzione. Attiveremo sul sito web di Roma Capitale un’apposita sezione per seguire in tempo reale l’evoluzione dei progetti e per consentire di continuare a donare.
Ancora una volta, con puntualità e concretezza, Roma si è dimostrata una grande comunità solidale. Grazie a Tutti”.

mercoledì 18 ottobre 2017

CLAMOROSA SVOLTA CASO CONSIP:”VOGLIAMO ARRIVARE A RENZI”. ECCO CHI HA RILASCIATO QUESTA CLAMOROSA DICHIARAZIONE.

Notizia del 15 settembre 2017 insabbiata dai media:

“Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”. Così, in più di un incontro tra Modena e Roma, il capitano del Noe Scafarto e il colonnello Ultimo si rivolsero alla procuratrice di Modena Lucia Musti. Sono le frasi shock riferite dalla magistrata durante l’audizione tenuta il 17 luglio scorso al Csm.


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I colloqui risalgono alla primavera del 2015: ad aprile di quell’anno, la Procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell’inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla Procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana. In quelle carte c’era anche la conversazione tra l’ex premier Matteo Renzi e il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi.
È la procuratrice a ricostruire i retroscena durante la seduta di oltre due ore e mezza davanti alla prima commissione del Csm, dove è aperto il procedimento per incompatibilità nei confronti del pm Henry John Woodcock, di cui sono relatori i togati Luca Palamara e Aldo Morgigni. Nel corso dell’audizione, la procuratrice Musti viene più volte incalzata dai consiglieri, che chiedono maggiori dettagli. E racconta di aver visto Scafarto e Ultimo particolarmente “spregiudicati” e come “presi da un delirio di onnipotenza”.
Per tutto il mese di agosto, il contenuto dell’audizione, alla quale hanno preso parte non solo i componenti della prima commissione ma anche altri consiglieri del Csm, è rimasto coperto dal più stretto riserbo. Ieri mattina, Palazzo dei Marescialli ha deciso di mandare la documentazione alla Procura di Roma, che indaga nei confronti di Scafarto, di recente promosso maggiore, con le ipotesi di falso e rivelazione del segreto collegate al caso Consip. Queste nuove carte, dunque, aggiungono ulteriori tasselli sul comportamento dei Carabinieri rispetto alla complessa ricostruzione alla quale stanno lavorando il procuratore della capitale, Giuseppe Pignatone, con il suo aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi.

Al Csm, la procuratrice Musti ha raccontato di aver avuto un primo incontro a Modena con Scafarto e un secondo con lo stesso Scafarto e l’allora vicecomdandante del Noe, Sergio De Caprio, conosciuto come il colonnello Ultimo a Roma. Colloqui sempre finalizzati esclusivamente a discutere dell’indagine. Gli ufficiali dei Cc le avrebbero parlato di due “bombe”: una era rappresentata proprio dall’inchiesta sulla Cpl Concordia, ritenuta dagli investigatori in grado di aprire squarci sul sistema delle cooperative; l’altra era indicata nel caso Consip.”

Manovra, nuovo furto di Stato: il Governo ci vuole morti. Si sono inventati una nuova estorsione, nel silenzio dei media

Con l’ultima legge di Bilancio, il governo punta a fare cassa senza dar troppo nell’occhio. Nella bozza approvata lo scorso lunedì è prevista una minipatrimoniale sulle polizze vita a capitale garantito, uno degli ultimi rifugi dalla voracità del fisco rimasti agli italiani in cerca di strumenti di risparmio.


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Dal 1 gennaio 2018 le compagnie assicurative dovranno comunicare la presenza dell’imposta di bollo del 2 per mille sulle polizze vita del Ramo I. L’imposta, spalmata nella durata della polizza di 10 anni, equivale a un prelievo di fatto del 2%. Come riporta il Sole 24 ore, i tecnici del governo prevedono di ottenere un gettito nel 2018 di 194 milioni in più e nel 2019 di almeno 292 milioni.

L’imposta di bollo dovrà essere versata “al momento del rimborso o del riscatto della polizza”. Finora erano già state tassate con l’imposta del 2 per mille le polizze vita del Ramo III e V. Il governo ha quindi deciso di estendere la tassaanche sulle polizze rivalutabili, tra le più diffuse perché non speculative, visto che sono garantite dalla restituzione del capitale investito.

Banca brucia i risparmi per le cure di un ragazzo disabile.

Il crac di Veneto Banca ha bruciato anche i risparmi di una famiglia destinati a alle cure del figlio rimasto paralizzato in un incidente stradale.


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Soldi che i genitori del ragazzo si erano visti riconosciuti come risarcimento per la tragedia che aveva colpito il figlio, all’epoca 16enne. Nel 2001, a Giavera, nel Trevigiano, era stato travolto da un platano mentre era in sella al suo scooter: l’incidente lo rese invalido. I genitori fecero causa al Comune che, nel 2005, fu costretto a pagare a titolo risarcitorio circa un milione di euro. Trasferita la somma su un conto corrente della filiale di Volpago di Veneto Banca, i coniugi furono subito sottoposti a un pressing da parte dei consulenti finanziari della banca per investire la liquidità in azioni dello stesso istituto.

“I vertici della filiale – racconta il legale della famiglia, Ivan Venzo – portavano i documenti da siglare a domicilio: tutto avveniva nel salotto dei coniugi”. Un’accanimento dettato dalla logica del profitto. Quando poi la Banca finì in risoluzione, le quote degli azionisti vennero azzerate, in ossequio alle assurde regole del Bail in, la direttiva europea approvata con toni festanti dal governo Letta. Tra gli azionisti che hanno perso tutto c’è la famiglia trevigiana, che però non si è arresa. Dopo il crac ha deciso di fare causa. “L’intento – spiega Venzo – è quello di recuperare quei soldi che investiti, dopo fortissime pressioni e in totale fiducia servivano per l’assistenza del figlio disabile”.



Rosatellum bis, Travaglio vs Rosato (Pd): “Non mi fido di voi. Siete...

Rosatellum bis, Travaglio vs Rosato (Pd): “Non mi fido di voi. Siete recidivi nell’incostituzionalità delle leggi elettorali”


ECCO IL VIDEO DEL CONFRONTO:




Polemica a Dimartedì (La7) tra il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e l’ideatore del Rosatellum Bis, Ettore Rosato (Pd). Il deputato spiega i motivi dell’assenza del voto disgiunto nella legge elettorale: “Ha senso in altri contesti, cioè quando si sceglie una carica monocratica, come il sindaco, e poi si vota il consigliere comunale all’interno del Consiglio, che è un’altra istituzione. Sono due cose diverse. Uno può mai scegliere un deputato di Forza Italia e un deputato del Pd? L’assenza di voto disgiunto aiuterà i partiti a mettere sui collegi persone di qualità. E la competizione sarà completamente diversa da quelle che abbiamo visto finora”. E accusa: “Abbiamo assunto ormai l’abitudine di definire ‘incostituzionale’ ogni cosa che non ci piace. Non c’è un solo costituzionalista che abbia tacciato di incostituzionalità questa legge. Dopo 10 anni di Porcellum, di cui tutti dicevano che non andava bene, nessuno si è assunto la responsabilità di cambiarlo. Noi invece abbiamo preso una legge che, secondo tutti, ci conveniva, e cioè il Consultellum, e l’abbiamo cambiata”. “Se il Consultellum fosse convenuto al Pd, avreste fatto il Consultellum” – replica Travaglio – “Io mi sono battuto contro il Porcellum, perché era fatto contro di voi. Mi sono battuto contro l’Italicum, perché era incostituzionale. E lo dicevano gli stessi giuristi, come Zagrebelsky e Carlassare, secondo cui anche il Rosatellum è incostituzionale. Voi dicevate che l’Italicum non era incostituzionale e avevano ragione quei giuristi. Io mi fido di loro e non di voi, perché voi siete recidivi nella incostituzionalità delle leggi elettorali“. E aggiunge: “A me interessa una legge elettorale neutra, con cui il cittadino sia libero di votare. Traduciamo in italiano la locuzione ‘voto disgiunto’. Vuol dire che sulla scheda ho due possibilità di voto: il mio candidato di collegio e la mia lista. Invece voi volete impedire questi due voti, mandando in giro, a fare lo specchietto per le allodole, il candidato del collegio uninominale. Uno si innamora di quel candidato, lo vota e poi, per effetto di trascinamento, si deve cuccare anche la lista dove voi avete già deciso chi sono i nominati”. Rosato ribatte: “Se noi avessimo messo il voto disgiunto, ci sarebbe stato un Travaglio che ci avrebbe detto: ‘Voi siete dei trasformisti, perché volete far votare da una parte il Pd e dall’altra Forza Italia per fare l’accordo insieme'”. “No, avrei battuto le mani”, risponde il direttore del Fatto”

“Boldrini ha taroccato un documento”: bomba del M5S che inguai la Boldrini

Una lettera, con la quale si contesta una violazione del Regolamento per favorire l’accordo sulla legge elettorale, è stata consegnata alla presidente della Camera Laura Boldrini. Il documento, presentato dal deputato Danilo Toninelli e dal senatore Vito Crimi del M5S, evidenzia come il testo del Rosatellum arrivato a Palazzo Madama


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contenga “una modifica sostanziale rispetto al testo approvato in assemblea”. Si contesta che il rinvio di un comma è stato corretto per sanare una contraddizione nel testo sul riparto dei seggi nel caso in cui una lista abbia ancora diritto a un eletto pur avendo esaurito i candidati nel collegio. E, stando al regolamento della Camera, il presidente non può farlo, come sottolinea Il Fatto Quotidiano.

L’articolo 90 prevede infatti due ipotesi nelle quali la Presidenza può intervenire: correzione di errori formali e coordinamento formale. Nel primo caso il governo o il Comitato dei nove possono chiedere all’ufficio di Presidenza di fare le modifiche necessarie prima del voto finale. Nel secondo caso, il presidente può intervenire qualora vi siano stati in aula “emendamenti che comportino una operazione di coordinamento tra il testo della Commissione e quello risultante dalle modifiche”. Nel caso del Rosatellum questo non si è verificato: l’errore era già contenuto nel testo base adottato dalla Commissione e mai sanato.

martedì 17 ottobre 2017

Il M5S dona alla Sanità i soldi del taglio degli stipendi



di MoVimento 5 Stelle Campania



Attrezzature e strumenti diagnostici destinati ai disastrati ospedali della Campania e acquistati grazie al taglio volontario dei nostri stipendi di consiglieri regionali. E’ l’iniziativa #restituiamoperlasanità che abbiamo lanciato all’ospedale Loreto Mare di Napoli, dove, alla presenza del direttore sanitario dell’Asl e dell’ospedale, del responsabile del pronto soccorso, del nostro deputato Salvatore Micillo e di tanti cittadini, abbiamo donato e consegnato ufficialmente un ecografo e due concentratori di ossigeno, che serviranno per gli accertamenti diagnostici e l’assistenza dei quasi 70mila pazienti che ogni anno si rivolgono al pronto soccorso dell’ospedale partenopeo. In una regione come la Campania, ultima in Italia per i livelli essenziali di assistenza, con la sanità devastata dai continui tagli, con ospedali e reparti chiusi e quelli che restano in cui manca spesso anche l’essenziale, noi 7 consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle abbiamo voluto dare un contributo concreto per restituire dignità alla sanità pubblica.


Col nostro esempio vogliamo dimostrare che con la rinuncia ai privilegi odiosi della politica si può fare tanto per la Campania, in questo caso per la sanità, le cui gravissime carenze ricadono su tutti i cittadini. Con l’ecografo donato oggi al Loreto Mare, ad esempio, si potranno accelerare i tempi per la diagnosi di lesioni interne ai pazienti politraumatizzati che arrivano al pronto soccorso e questo potrebbe voler dire salvare vite umane. Quella di oggi è solo la prima iniziativa per la sanità, a cui seguiranno delle altre, e che riguardi proprio il Loreto Mare, uno degli ospedali più bistrattati della Campania, dà al nostro gesto un significato ancora più forte: sulla sanità pubblica bisogna investire, tagliando non le risorse ma gli sprechi e mettendo gli operatori sanitari nelle condizioni di poter lavorare.

Oggi negli ospedali campani manca di tutto, dai termometri alle apparecchiature più sofisticate, alle barelle, ma intanto De Luca ha aumentato di 2 milioni all’anno la spesa per i super stipendi dei suoi manager, invece di destinarli a migliorare l’assistenza. Con questo nostro gesto non crediamo di risolvere i problemi della sanità campana, ma vogliamo dare anzitutto un contributo concreto e poi lanciare un messaggio politico forte: mentre in questa Regione si lavora per smantellare la sanità pubblica, noi investiamo parte dei nostri stipendi per restituirle dignità. Per questo invitiamo i cittadini e gli operatori sanitari a segnalarci le carenze e gli interventi che potremmo effettuare in altri ospedali della Campania.

Durante la conferenza stampa che si è tenuta davanti all’ospedale abbiamo inoltre consegnato simbolicamente ai cittadini campani un maxi assegno da oltre 428.000 euro, che è la cifra derivante dagli stipendi tagliati e accantonati fino ad aprile scorso in meno di due anni di lavoro in Consiglio regionale, di cui circa 106 mila euro già spesi e utilizzati per ripristinare i laboratori multimediali dell’istituto Rampone di Benevento devastato dall’alluvione del 2015, e altri 33mila euro per l’acquisto dell’ecografo e dei due concentratori di ossigeno per l’ospedale Loreto Mare di Napoli. 
Mentre De Luca, che con tutta la sua giunta e la sua maggioranza non si sono tagliati un solo euro di stipendio, sbraita dagli schermi tv buttando fango sul M5S, noi rispondiamo alle menzogne con fatti concreti, dimostrando che la politica può essere davvero un servizio nobile a tutta la collettività. Se anche gli altri consiglieri e assessori della Regione Campania facessero come il Movimento 5 Stelle in 5 anni di legislatura restituiremmo ai cittadini campani almeno 10 milioni di euro. 

Marco Travaglio "distrugge" la nuova legge elettorale in maniera colossale!


Il giornalista Marco Travaglio, ospite a La7 SU "DiMartedi", racconta la farsa della nuova legge elettorale creata ad hoc solo ed esclusivamente per "eliminare" il M5S ed aiutare inquisiti dei partititi


ECCO IL VIDEO:




lunedì 16 ottobre 2017

"Sarà una sciagura per gli italiani" giornalista tedesca smonta la porcata della legge elettorale piddina

Petra Reski: "Rosatellum nasce per creare Renzisconismo"


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La formidabile giornalista tedesca Petra Reski esprime la sua opinione sull'ultima porcata creata dal PD a danno dei cittadini italiani:

"Rosatellum? Stanno cercando di escludere, ancora una volta, la volontà degli elettori italiani con un altra legge che serve per creare il "Renzisconismo". Una sciagura da evitare assolutamente"


FONTE:
https://www.facebook.com/Petra-Reski-204130696289860/?fref=ts

I 5 stelle hanno scoperto un regalo faraonico alla fondazione dell'ex Ministra Melandri


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Riportiamo la denuncia della Senatrice pentastellata, Barbara Lezzi, in merito ad un REGALO ONEROSO, da parte del Governo all'ex ministro Melandri per la sua fondazione. Leggiamo di seguito così:

"La fondazione Maxxi della Melandri percepisce dalle nostre tasse ben 5 milioni di Euro l'anno. Non le bastano e allora Renzi inserisce ancora una volta l'ex ministro sotto la pioggia di Euro, ben 500.000, scippati dalle tasche dei cittadini perbene. Questa è solo tra le più eclatanti mance concesse dal Governo in giro per l'Italia ai suoi amici mentre per i cittadini ci sono i tagli crudeli alla Sanità.
Nel frattempo,Renzi, sceglie una bella poltrona comoda per tentare di giusticare se stesso e il suo Governo in merito alla clamorosa truffa ai danni dei risparmiatori traditi dal suo decreto.Giura che chi ha sbagliato pagherà. Stanno, intanto, pagando i clienti ingannati e rapinati per i quali dichiara di concedere un risarcimento pari a meno di 1/3 delle perdita ma non dice che l'emendamento con cui stanzia quest'elemosina, è solo un rinvio del problema da qui a 90gg e la decisione sarà soggetta al "concerto" tra due Ministeri, economia e giustizia, che è garanzia, finora, di inefficacia.
Tradotto: entrambi i ministeri sono sollevati da responsabilità che potranno passarsi vicendevolmente per far sì che nessuno sarà colpevole in caso di inadempienza."

Ha salvato una famiglia dallo sfratto, ecco chi è la candidata del M5S alla Regione Lazio


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Sposta l’ufficio parlamentare per evitare uno sgombero
La grillina Roberta Lombardi ha deciso di traslocare per bloccare uno sfratto esecutivo.
Proprio così, la deputata dei 5Stelle ha deciso di ”trasferirsi” nella casa romana di una famiglia con due genitori disoccupati e due bimbi piccoli (di cui uno disabile). Una famiglia sotto sfratto che doveva essere eseguito ieri.
Lo sfratto di questa famiglia è immeritato, il Comune l’ha inserita nella graduatoria di morosità incolpevole. Il costruttore che avrebbe dovuto affittarle la casa a un canone popolare agevolato, le ha invece applicato tariffe più alte e anziché restituirle il maltolto come previsto dalla legge, ha avviato la procedura di sfratto, che oggi sarebbe stata eseguita. Ma noi abbiamo fermato un illegalità”. Spiega la deputata ad Adnkronos.

Per evitare lo sgombero dall’abitazione tra la Casilina e la Prenestina la Lombardi (che aveva conosciuto la famiglia durante una protesta in Campidoglio) ha preso le sue cose e ha trasferito lì il suo ufficio di parlamentare: un domicilio inviolabile senza l’autorizzazione della Camera, come previsto dall’articolo 68 della Costituzione.

Un gesto tanto nobile quanto raro, che difficilmente ci si sarebbe aspettati da un’esponente politico. Speriamo che serva da esempio e che sia solo il primo di una lunga serie di iniziative per fermare le ingiustizie

"Chi ci governa veramente?" l'inchiesta della Gabanelli censurata dalla Casta

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La denuncia della Gabanelli fa tremare mezzo... di ghingo3


LA DENUNCIA DELLA GABANELLI FA TREMARE MEZZO MONDO:”ECCO CHI COMANDA VERAMENTE”





La Gabanelli e’ una famosa giornalista della RAI 3,che con il suo programma inchiesta REPORT ha spesso creato imbarazzo in autorità’ politiche. Ma come tutti i giornalisti non supera quella famosa linea rossa dell’informazione che pero’ in questo caso sembra aver varcato anche se in modo soft. Guardatevi il video e’ capirete perché’ in Italia ed Europa sta accadendo quello che sta accadendo…

Pensate che stanno censurando questo video in tutto il mondo negli archivi on line Rai la puntata e’ stata letteralmete eliminata!!! E dovremmo pagare il canone per questi servi criminali!!!
La denuncia della Gabanelli che fa tremare “mezzo mondo”.Ecco chi ci comanda veramente.Il video della trasmissione “Report” da non perdere e condividere.
“Quando la politica non funziona diventa tecnica (o meglio tecnocrazia, vedi i governi tecnici susseguitisi in italia dopo la caduta pilotata di Berlusconi, Monti in primis)”. Con queste parole la Gabanelli esordisce all’ inizio di questo video, che svela ciò che molti non sanno e che altri non vogliono che si sappia…

Tutto parte dagli anni 80, quando esponenti di spicco di Stati Uniti, Europa e Giappone diedero vita alla commissione trilaterale (gruppo Bilderberg) voluta da Rockfeller per disegnare il futuro del mondo. Da allora, questa commissione non ha mai smesso di riunirsi in seduta plenaria una volta l’anno (con esponenti politici, industriali ecc), eancora oggi decide le sorti politiche e non solo del pianeta.

Nel corso degli anni essa si è posta sempre l’obiettivo di ridurre la democrazia, dando sempre più potere ai governi e meno ai parlamenti, più tecnocrazia (dittatura fiscale e non solo) e meno politica.

I membri della commissione ritengono che ogni paese non abbia bisogno di uno “Stato” così come lo si è inteso per centinaia di anni, e quindi agiscono per poter eliminare il concetto di sovranità nazionale e di autodeterminazione(come dimostrato dall’ Euro e dall’ UE).
Negli anni in cui fu fondata la commissione trilaterale, nessuno poteva pensare che essa avrebbe portato il mondo a diventare ciò che è oggi, talmente connesso a livello finanziario che se dovesse cadere una nazione si trascinerebbe dietro l’intero pianeta.
E anche di ciò che è stato sopra citato l’Euro e l’ UE ne sono una palese dimostrazione alla luce del sole, dove la Grecia in primis e l’Italia rappresentano la minaccia europea, ossia le nazioni che potrebbero cadere e trascinarsi dietro l’intera Unione Europea.

Ma chi sono attualmente i membri della commissione trilaterale? E chi sono quelli italiani?

Di Francesco Amodeo

Mario Monti lo troviamo, ovviamente, anche qui con un ruolo di prim’ordine: infatti è stato addirittura il presidente europeo della Commissione Trilaterale, posto che oggi è ricoperto da Jean-Claude Trichet, che guarda caso era già stato, proprio come Mario Monti, presidente della lobby belga Brugel. Trichet è anche Presidente del Gruppo dei 30, potenti della finanza mondiale di cui fa parte anche Mario Draghi. E come se non bastasse è proprio Trichet che ha preceduto Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea.

Come presidente onorario europeo della Commissione Trilaterale abbiamo un tale Peter Sutherland, e indovinate chi è? È il Presidente della Goldman Sachs, la stessa per la quale hanno lavorato proprio Monti, Prodi, Draghi, la stessa della crisi in America dei mutui subprime, la stessa della crisi in Italia con la vendita dei BTP, la stessa che ha aiutato la Grecia a truccare i conti con operazioni di finanza “creativa”, e che poi ha imposto in Grecia il suo uomo, Papademos.
Nella Commissione Trilaterale troviamo anche il nostro ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, che è anche vicepresidente di Aspen Italia, e che ha partecipato al Bilderberg nel 2012, ossia l’anno prima di essere scelto come Presidente del Consiglio italiano. Poi abbiamo John Elkann, presidente della Fiat, altro vicepresidente di Aspen Institute Italia, assiduo frequentatore del Bilderberg. Egli è inoltre presidente dell’Editrice La Stampa e di Itedi, ed è nel consiglio di amministrazione di RCS MediaGroup, e di “The Economist”.
È membro della Commissione Trilaterale anche Enrico Tommaso Cucchiani, che proprio nel 2013 ha partecipato al Bilderberg in sostituzione di Corrado Passera come CEO di Intesa Sanpaolo, la principale banca italiana e maggiore azionista della Banca d’Italia, che è rappresentata nella Trilaterale anche dal vicepresidente Marcello Sala, che ha ricevuto dal consiglio di gestione l’incarico di sviluppare le relazioni internazionali e seguire i progetti di internazionalizzazione del gruppo bancario. Presente anche Giuseppe Vita, presidente di UniCredit, altra banca azionista della Banca d’Italia. Cominciate a capire dove prendono le decisioni che riguardano i nostri soldi? Anche Gianfelice Rocca, presidente Techint Group, proprio come Cucchiani, ha partecipato al Bilderberg nel 2013, ed anche lui è membro del comitato esecutivo
di Aspen Institute. Queste lobby sembrano davvero essere onnipresenti, ed i partecipanti indissolubilmente interconnessi. Non faccio in tempo a cominciare la conta delle “tre”coincidenze che mi ritrovo subito davanti ad una prova.
Nella Commissione Trilaterale non poteva mancare Marco Tronchetti Provera, presidente della Pirelli, componente del consiglio di amministrazione di RCS Quotidiani, membro dell’esecutivo di Confindustria, vicepresidente di Mediobanca. Anche Tronchetti Provera ha ovviamente in passato partecipato alle riunioni del Gruppo Bilderberg. Ormai diventa quasi scontato e quindi superfluo ribadirlo. Poi troviamo Marta Dassù, che, oltre ad essere membro della Commissione Trilaterale, è Direttore Generale per le Attività Internazionali di Aspen Institute, ed è stata anche consulente per la politica estera di D’Alema.
Dassù è stata sottosegretario al ministero degli Affari Esteri nel Governo Monti (Bilderberg) e viceministro della Bonino (Bilderberg), agli Esteri nel Governo Letta (Bilderberg). Come noterete, si scelgono tra di loro. Su questo non ci può essere più alcun dubbio, alla faccia del popolo sovrano.

Poi c’è Federica Guidi, vicepresidente di Ducati, che ha partecipato alle riunioni della Commissione Trilaterale, e guarda caso proprio recentemente la Ducati è stata venduta ai tedeschi di Audi. Sarà anche questa una coincidenza? Ovviamente sono in pochi gli italiani a saperlo: tutti invece pensano che la casa motociclistica sia ancora italiana. La Guidi è anche Presidente dei giovani imprenditori di Confindustria. E perché no? è giusto che in queste lobby si cominci ad essere indottrinati fin da giovani (chissà che non ce la troveremo come Ministro al prossimo governo).
Cosa dire dei rappresentanti delle principali aziende da privatizzare?
Ovviamente li ritroviamo tutti sugli attenti anche in quest’altra lobby di matrice neoliberista. Abbiamo infatti Giuseppe Recchi del gruppo Eni, e Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica.
Abbiamo visto che le banche sono tutte in prima fila nella Commissione Trilaterale, ed, infatti, possiamo aggiungere oltre alle principali, già citate, anche Maurizio Sella, presidente del Gruppo Banca Sella ed ex Presidente della Associazione Banche Italiane; Ferdinando Salleo, vicepresidente di Mediocredito ed ex ambasciatore italiano negli Stati Uniti. Ma non si sono fatti mancare proprio nulla, ed infatti abbiamo anche Stefano Silvestri, presidente dell’Istituto Affari Internazionali, editorialista de “Il Sole 24 ore”,
che è stato anche sottosegretario di stato alla Difesa ed è membro del consiglio d’amministrazione della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza; ed ancora, Franco Venturini, giornalista, storico commentatore per gli affari esteri del “Corriere della Sera”, un altro gruppo che abbiamo visto essere sempre presente in vari modi in queste lobby. E per concludere, proprio come Mario Monti abbiamo Carlo Secchi, professore ordinario di politica economica europea, e Rettore dell’Università Bocconi dal 2000 al 2004. Io ho ricevuto da una mia fonte una locandina assolutamente inedita che dimostra che addirittura nel 1983, in occasione dei dieci anni della Commissione Trilaterale, la riunione si svolse a Roma, e come relatori per L’Italia ci furono proprio Romano Prodi in veste di presidente dell’IRI, incredibilmente insieme a Mario Monti, che non sono riuscito a capire a che titolo sia stato scelto, a quei tempi, come relatore per l’Italia in una così importante commissione, essendo semplicemente un professore di economia.
Soltanto l’anno dopo quella riunione, infatti, diventerà professore della Bocconi di Milano, e poi comincerà la sua carriera alla Commissione Europea.
Tra i relatori per l’America c’era il pericoloso, controverso e potentissimo Segretario di Stato Henry Kissinger. Per quanto riguarda i nostri politici che partecipano alle riunioni di queste lobby di potere, come il Bilderberg o la Commissione Trilaterale, la domanda che mi pongo è la seguente: non c’è un evidente conflitto d’interessi con gli incarichi pubblici che svolgono?



Virginia Raggi destina 9 mln agli alunni disabili delle scuole di Roma

Virginia Raggi ha appena destinato 9 milioni degli 11 recuperati a bilancio all'assistenza (a/c: assistenza all'autonomia e alla comunicazione) degli alunni disabili nelle scuole, ripartiti in base alle richieste dei municipi.

GUARDA IL VIDEO:




Virginia Raggi: "Roma migliora, stiamo lavorando per riportarla alla normalità"



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Raggi: "Stiamo lavorando per riportare la normalità a Roma"
Chiamata ad intervenire, la sindaca ha arringato la platea con un discorso infarcito di aggettivi come "eccezionale" e "straordinario". Ad aprire il discorso il proclama sulla Regione Lazio: "Oggi da qui comincia la nostra cavalcata per prendere la regione Lazio. Se dopo Roma riusciremo a prendere la regione e poi il Parlamento, signori non ce ne sarà più per nessuno". Quindi sul lavoro di Roma: "Stiamo lavorando su due attività principali. Da un lato siamo chiamati ad alzare i tappeti per scoprire la polvere. E di tappeti ce ne sono tanti. Dall'altro lato dobbiamo programmare e riorganizzare. Per me i 100 giorni non contano, perché la legge ci chiede procedure chiare e lunghe. E cento giorni sono niente". Tempi lunghi quindi e un rammarico: "Sapere di non poter dare una risposta immediata è veramente difficile, ma ci siamo assunti la responsabilità di dire: le cose stavolta si fanno per bene".

Ecco quindi il refrain della serata: "Stiamo vivendo la straordinarietà di ripristinare la normalità ed è uno dei compiti più difficili. Ci accusano di vantarci di cose che sono assolutamente normali. Chi vive Roma però sa che i parametri della normalità erano saltati". Ripristino della normalità nel campo del verde, dei trasporti, delle strade, dei nidi. 

Raggi cita l'esempio del trasporto pubblico: "Stiamo riportando gli autobus a Roma. Abbiamo scoperto 45 filobus abbandonati nel deposito di Tor  Pagnotta e li abbiamo rimessi in strada su altri percorsi". E ancora: "Questa è la normalità. Ed è eccezionale quello che stiamo facendo. Stiamo lavorando per riportare Roma ad essere una città normale. Una normalità che riporterà Roma ad essere una grande Capitale europea". 

Quindi l'organizzazione della via Pacis: "Abbiamo fatto una cosa spettacolare: abbiamo organizzato la Via Pacis, una corsa interreligiosa. Purtroppo non ne ha parlato nessuno. C'erano 6000 partecipanti, ma l'anno prossimo speriamo di raddoppiare le presenze". La convizione viene quindi ripetuta ancora una volta: "Stiamo riportando la normalità in questa città e lo stiamo facendo a norma di legge. Andiamo avanti a testa bassa, senza distrarci e farci distrarre dalle polemiche che ci vorrebbero costantemente divisi. Le correnti sono solo quelle delle finestre. Quando entreremo in Regione, Roma, tutte le città della Regione e la Regione Lazio potranno ripartire. Dobbiamo dare tutto il nostro sostegno: dobbiamo prenderci questa Regione". 




Ecco il sondaggio che affossa i partiti e i loro servi di Regime. M5S primo!



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Il Movimento 5 Stelle in testa, il Pd dietro e i partiti di centrodestra staccati ma in crescita. Soprattutto se uniti. È la fotografia scattata da un sondaggio realizzato dall’istituto Demosper il quotidiano La Repubblica. Una rilevazione effettuata mentre la Camera dei Deputati votava la nuova legge elettorale. Se si votasse domani dunque, secondo l’istituto diretto da Ilvo Diamanti, i pentastellati si confermerebbero i primo partito, con il 27,6%. Dietro c’è il Pd con il 26,3%: è in ritardo di poco più di un punto percentuale. Staccati sia la Lega che Forza Italia rispettivamente al 14,6 e al 14,2. Hanno guadagnato circa un punto a testa nell’ultimo mese e adesso uniti superano sia i dem che i pentastellati. Una coalizione, quella della destra, che arriverebbe a sfiorare il 34% con i cinque punti di Fratelli d’Italia: da notare come solo nel marzo scorso era al 30%.
Valgono più o meno la stessa cifra, i voti dei dem sommati a quelli della sinistra: Mdp (3,7%), Sinistra italiana (2,2%) e Campo progressista (2,0%) pesano in totale l’8%. Appare improbabile, però, che possano allearsi con il partito di Matteo Renzi ad esclusione – forse – della formazione di Giuliano Pisapia. È il centrodestra dunque, l’area politica maggiormente in crescita anche se dalla rilevazione di Demopolis delinea uno scenario molto incerto. E vista la nuova legge elettorale, è molto difficile che questo scenario venga chiarito alle prossime elezioni.

Il governo usa i soldi della Protezione civile per i suoi voli di Stato

Il governo usa i soldi della Protezione civile per i suoi voli di Stato. Lo scandalo degli «aerei blu» si arricchisce di un altro capitolo. A febbraio scorso due Falcon F-900 EX dell’ Aeronautica militare sono stati dati alla Cai (società di volo dei servizi segreti italiani) con matricole Itari e Itarh. Si tratta di due aerei che,


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insieme a un Airbus A-319, dovevano essere venduti (come previsto già nel 2013 dall’ esecutivo guidato da Enrico Letta) e il cui ricavato doveva essere dato alla flotta antincendio della Protezione civile.

L’ operazione non è mai riuscita e i due velivoli sono andati a rafforzare la flotta della società degli 007. Bene, quei due Falcon vengono usati tutt’ oggi per i voli di ministri e altre personalità che ne hanno diritto, benché le disposizioni della Presidenza del Consiglio dicano espressamente che gli stessi possano essere fatti, così come il «trasporto aereo di urgenza per soccorso di ammalati gravi o per ragioni umanitarie», solo dall’ Aeronautica. Qual è l’ intento? Ovviamente quello di occultare certi viaggi.

I partiti di centrodestra stanno preparando interrogazioni parlamentari con cui chiederanno che si renda noto «quanti sono i voli effettuati dalla Cai per questo scopo nelle giornate comprese tra il venerdì e il lunedì, con partenza da Roma e con destinazione Palermo, Catania o Genova», città da e per le quali, spesso, partono alcuni ministri che in questi luoghi risiedono.

Ma chi chiede alla società in questione di soddisfare le esigenze di trasporto aereo di personalità di Stato? Il capo nucleo voli raggruppamento unità Difesa dell’ Ufficio voli di stato e umanitari della Presidenza del Consiglio, colui che, nel 2015, assunse l’ incarico su richiesta dell’ attuale Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, nonostante il parere contrario dell’ ex Capo di Stato maggiore dell’ Aeronautica, generale Pasquale Preziosa.

Di recente la Presidenza del Consiglio ha dismesso in maniera arbitrale l’ attività di trasporto organi dall’ Arma azzurra, passandone la competenza alle Regioni, sotto la dirigenza del ministero della Salute dove, guarda caso, il fratello del responsabile dell’ Ufficio Voli di Stato è impiegato come dirigente. Insomma, il ruolo istituzionale dell’ Aeronautica militare, che ha ridotto la sua attività, preziosissima e che sicuramente consentiva risparmi non indifferenti, a poche centinaia di ore di volo, viene ridotto a vantaggio di interessi privati e per coprire privilegi politici. Così come accaduto di recente anche per i Canadair antincendio, passati a una società privata.

C’ è di più, perché dei nove aerei di Stato attualmente gestiti dal 31esimo stormo di Ciampino, uno non viene pressoché utilizzato. Si tratta del costosissimo Airbus A-340 500, da tutti conosciuto come «Air Force Renzi», voluto dall’ ex premier e acquisito con un contratto di leasing operativo della durata di 8 anni con Alitalia, per un costo pari a 39 milioni di euro annui, esclusi i costi per le spese di carburante (circa 1 milione e mezzo di euro annui), di affitto dell’ hangar a Fiumicino (stimato in 1 milione 200mila euro), catering, spese equipaggio (24 persone contro le 4/5 necessarie sugli altri aeromobili, handling, ecc.).

Insomma, la Presidenza del Consiglio pensa di sfangarla rendendo pubblici, sulla pagina dedicata ai voli blu, il numero dei tragitti compiuti dai ministri e i luoghi di partenza e arrivo, quando si dimentica di chiarire al contribuente quanti e quali sono i voli effettuati con la Cai. C’ è chi farà passare anche quelli per «voli addestrativi», come successe qualche tempo fa con uno dei ministri che se ne andava a casa nel weekend sfruttando i passaggi dell’ Aeronautica o con un altro che prendeva l’ elicottero di Frontex per raggiungere la sua abitazione, ma la trasparenza, quando si tratta di spese pubbliche, non può essere un optional.

sabato 14 ottobre 2017

Ennesima truffa scovata di 5 stelle: La legge "acconsente" la candidatura dei delinquenti

La Denuncia di Luigi Di Maio: "In Sicilia gli impresentabili possono candidarsi, è gravissimo"


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L'ultima porcata scovata dal M5S in Sicilia è di una gravità inaudita. Riportiamo la denuncia di Luigi Di Maio:

"Quello che sta accadendo in Sicilia è gravissimo. Le attuali leggi non consentono di bloccare la candidatura di impresentabili proprio come lo era il sindaco di Priolo, a sostegno di Musumeci e oggi arrestato. La Severino purtroppo non basta.
Ebbene il MoVimento 5 Stelle ha fatto la sua parte, attraverso la voce della collega Giulia Sarti in commissione Antimafia ha invitato le Procure e le autorità giudiziarie a trasmettere quanto prima le loro risultanze sui candidati alle regionali siciliane. Mi auguro che si unisca all’appello anche la stessa presidente Rosy Bindi, prima che sia troppo tardi.
I siciliani hanno il diritto di sapere e la politica il dovere di intervenire, in tempi celeri e certi."

UNA MONTAGNA DI SOLDI IN LUSSEMBURGO E ISRAELE: ECCO IL “TESORO” DI MATTEO RENZI, REGALATO IN QUESTI ANNI DAI SUOI “PADRONI”


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Avete mai notato come l'ex Premier Matteo Renzi sia più che maniacale e morboso nei riguardi di Marco Carrai. Come se fosse il suo tallone d'achille. Perchè? Ma chi c’è dietro Carrai? Quali sono i suoi soci? E soprattutto: perché Renzi non può rinunciare alla sua nomina? La risposta è proprio nella


 rete di rapporti, soldi e uomini, legati a doppio filo con Carrai. Una rete che il Fatto Quotidiano è in grado di rivelare. Grandi imprenditori delle infrastrutture pubbliche, consiglieri di Finmeccanica, capi di importanti gruppi bancari, ex agenti dei servizi segreti israeliani, uomini legati ai colossi del tabacco. Oltre al solito fedelissimo renziano Davide Serra, finanziere trapiantato a Londra e creatore del fondo Algebris. Persino un commercialista accusato di riciclaggio.
Una rete che si snoda intorno a Carrai proprio dal 2012: negli stessi giorni in cui Renzi avvia la scalata al Pd e poi al governo. Una rete che arriva sino a oggi, alla Cys4, la società di Carrai per la cybersicurezza. La stessa società a cui il governo si è aggrappato per giustificare le competenze di “Marchino”, come lo chiamano gli amici, per guidare il comparto dell’intelligence. Persino il ministroMaria Elena Boschi ne ha dovuto rispondere in aula. Eppure, è proprio la presenza sul mercato della Cys4 a rendere Carrai un uomo in pieno conflitto di interessi.

Quell’estate calda in Lussemburgo. Torniamo quindi al giugno 2012. Renzi annuncia la sua candidatura alle primarie contro Pier Luigi Bersani. Due mesi dopo Carrai vola in Lussemburgo. È il primo agosto. Il Richelieu del premier crea una società, la Wadi Ventures management capital sarl, con poche migliaia di euro e un pugno di soci. C’è la Jonathan Pacifici & Partners Ltd, società israeliana del lobbista Jonathan Pacifici, magnate delle start up che dalla “silicon valley” di Tel Aviv stanno conquistando il mondo.
A Carrai e Pacifici si uniscono la società Sdb Srl di e i manager e . I cinque della Wadi Sarl sono gli stessi che oggi controllano il 33 per cento della Cys4, la società di intelligence di Carrai. Un dato che in questa storia non bisogna mai dimenticare. Ma perché Carrai crea in Lussemburgo la Wadi sarl? La risposta arriva dalle visure camerali lussemburghesi. Fine principale: sottoscrivere e acquisire le , omonima e sempre lussemburghese, che in quel momento ancora non esiste: . Nasce nel novembre 2012. Renzi è in piena campagna elettorale. Il 27 novembre l’amico Serra, già finanziatore della Fondazione Big Bang di Renzi, versa i primi 50 mila euro nella Wadi Sca. E nelle stesse settimane Carrai, in Italia, pone le basi della futura Cys4.
A Carrai e Pacifici si uniscono la società Sdb Srl di Vittorio Giaroli e i manager Renato Attanasio Sica eGianpaolo Moscati. I cinque della Wadi Sarl sono gli stessi che oggi controllano il 33 per cento della Cys4, la società di intelligence di Carrai. Un dato che in questa storia non bisogna mai dimenticare. Ma perché Carrai crea in Lussemburgo la Wadi sarl? La risposta arriva dalle visure camerali lussemburghesi. Fine principale: sottoscrivere e acquisire le partecipazioni di un’altra società, omonima e sempre lussemburghese, che in quel momento ancora non esiste: Wadi Ventures Sca. Nasce nel novembre 2012. Renzi è in piena campagna elettorale. Il 27 novembre l’amico Serra, già finanziatore della Fondazione Big Bang di Renzi, versa i primi 50 mila euro nella Wadi Sca. E nelle stesse settimane Carrai, in Italia, pone le basi della futura Cys4.
Il 26 ottobre “Marchino” crea l’embrione della sua futura creatura, quella dedita alla cybersecurity, e che vede Renzi, proprio oggi, impegnato ad affidargli il settore informatico della nostra intelligence.
La ramificazione israeliana. L’embrione della Cys4 si chiama Cambridge management consulting labs. È una società di consulenza aziendale, iscritta alla Camera di commercio il 6 novembre, un mese prima delle primarie. I soci della Cambridge? Gli stessi della Wadi Sarl lussemburghese. Che così controllano anche la cassaforte Wadi Sca. Nella quale, dopo Serra, entra la Fb group Srl, di Marco Bernabé, già socio della Cambridge.
Stessi uomini, società diverse, che dal Lussemburgo portano anche in Israele. Bernabè è socio di un’altra Wadi Ventures, con sede a Tel Aviv, al 10 di Hanechoshet street. È la stessa sede israeliana dell’italianissima Cambridge. Il 2 dicembre Renzi perde le primarie. Le società lussemburghesi legate a Carrai conquistano invece nuovi soci. Non dimentichiamo la squadra: gli uomini della Cambridge, sono gli stessi della Wadi sarl, che controlla la Wadi Sca. E in pochi mesi arriva un altro milione. Con quali soci?
A marzo 2013, nel capitale sociale, entra la Equity Liner con 100 mila euro, creata nel 2006 da tre società (Global Trust, Finstar Holding srl, Regent Sourcing Ltd) rappresentate da AnnalisaCiampoli. La Finstar Holding, è del commercialista e faccendiere romano Bruno Capone. La signora Ciampoli, pur non essendo indagata, è definita, in alcuni atti d’indagine – quelli su un’associazione per delinquere dedita al riciclaggio transnazionale – la collaboratrice di Capone. Capone, invece, è indagato dalla Procura di Roma per riciclaggio in relazione a ingenti trasferimenti di denaro in Lussemburgo che non riguardano la Wadi.
Nel marzo 2012, dunque, il nuovo socio del gruppo di Carrai è un presunto riciclatore, tuttora indagato. Sei mesi dopo, la Equity Liner riconducibile a Capone, viene venduta a un’altra società, la Facility Partners Sa. E Renzi torna a candidarsi per le primarie.
Signori del tabacco e delle banche. In quei mesi, la lobby del tabacco è impegnata nella battaglia sulle accise. Il collegato alla Legge di stabilità prevede un aumento di 40 centesimi sui pacchetti più economici. L’operazione però salta. Renzi in quel momento non è ancora al governo. Ma è in corsa per le primarie, stavolta può vincere. Il presidente della Manifattura italiana tabacco, in quel momento, si chiama Francesco Valli. È lo stesso Valli che, fino al 2012, è stato a capo della British American Tobacco Italy. Non è di certo un uomo legato al Pd. Anzi. Presiede per tre anni, dal 2009 al 2012, la Fondazione Magna Charta creata dal senatore allora Pdl Gaetano Quagliarello. È lui il prossimo uomo ad aprire il portafogli. È il nuovo socio della Wadi Sca e del gruppo Carrai. Che la lobby della nicotina avesse finanziato Renzi, attraverso la fondazione Open, diventa noto nel luglio 2014, quando la British American Tobacco versa 100mila euro. Il Fatto può rivelare che l’interesse della lobby risale a un anno prima: tra aprile e settembre, Valli versa 150 mila euro alla Wadi Sca, diventando anch’egli socio di Carrai e Serra. Valli, contattato dal Fatto, ha preferito non commentare.
In pochi giorni si aggiunge anche Luigi Maranzana, che acquista azioni per 100 mila euro. È lo stesso Maranzana che oggi riveste la carica di presidente della Intesa San Paolo Vita, ramo assicurativo del gruppo bancario guidato da Giovanni Bazoli. Interpellato, non se n’è accorto: “Socio di Carrai e di Serra? Non ne so niente, Carrai non lo conosco, sono sempre stato lontano dalla politica – risponde al Fatto –. Ho solo fatto un investimento”. Chi gliel’ha suggerito? Clic.
Alla fine del 2013, quando Renzi diventa segretario del Pd e si avvicina a scalzare Enrico Letta, è il caso di fare qualche conto. Nella Wadi Sca, in un solo anno, sono entrati un milione e 50 mila euro e cinque nuovi soci. A controllare il tutto c’è Carrai. Non solo. Gli stessi soci di Carrai in Lussemburgo – Moscati, Bernabé, Pacifici, Sica e Giaroli – sono già attivi da un anno, in Italia, nella Cambridge, che a fine 2013 matura un utile di appena 46 mila euro. È destinato a salire vorticosamente nell’anno successivo. Quando Renzi diventa premier. Ed è proprio il 2014 a segnalare le novità più interessanti sul fronte lussemburghese.
Nominato in Finmeccanica, arriva il nuovo socio. Nella primavera del 2014, dopo aver conquistato la segreteria del Pd e varcato la soglia di Palazzo Chigi, Renzi è già impegnato nella sua prima tornata di nomine per le aziende di Stato. E nel cda di Finmeccanica entra un uomo che l’ha sostenuto sin dall’inizio: Fabrizio Landi, esperto del settore bio-medicale, tra i primi finanziatori della Leopolda con 10 mila euro. “Ma lei pensa che con 10 mila euro ci si compra un posto nella società più tecnologica del Paese?”, dice Landi all’Huffington Post. In effetti, tre mesi dopo la sua nomina in Finmeccanica, Landi versa altri 75 mila euro comprando altrettante azioni della Wadi Sca.
Non è l’unico a incrementare il capitale della Wadi e, soprattutto, a diventare socio del gruppo legato a Carrai. C’è anche un importante imprenditore che, proprio in quelle settimane, fatica a farsi ascoltare dall’ex ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, nonostante gestisca appalti pubblici per miliardi. Il suo nome è Michele Pizzarotti, costruttore.
“Sostegno all’estero” per l’uomo delle strade. Ad aprile Pizzarotti ha un problema: riuscire a parlare con l’ex ministro Maurizio Lupi. Per riuscirci, deve passare attraverso tale FrancoCavallo, detto “zio Frank”, amico di Lupi, che organizza tavoli con visione del ministro, annesso dialogo e strette di mano, in cene da 10mila euro: “Inizia alle 7? A che ora finirà? Si cena in piedi?”, chiede Pizzarotti a “zio Frank”, il 19 marzo 2014, annunciandogli la sua presenza. Dodici giorni dopo – il primo aprile 2014 – “zio Frank” gli fissa un appuntamento telefonico con Emanuele Forlani, della segreteria di Lupi, ma l’aggancio non funziona. “Mi ha detto ‘devo vedere’…”, spiega Pizzarotti a zio Frank, “per l’amor di Dio sarà impegnatissimo, però, ragazzi, stiamo parlando di un’impresa che ha in ballo 4 miliardi di opere bloccate per motivi burocratici assurdi”. Ecco, nell’aprile 2014, Pizzarotti ha un problema: tenta di parlare con Lupi perché vede le sue “opere bloccate per assurdi motivi burocratici”. Cinque mesi dopo, versa 100 mila euro in Lussemburgo, alla Wadi Sca, diventando socio degli uomini più vicini a Renzi. Eppure il business delle start up non è mai stato il suo core business. Due mesi dopo questo versamento Renzi è a Parma, nell’azienda Pizzarotti, dove lo accolgono il patron Paolo con i figli Michele ed Enrica: “Occorre far ripartire l’edilizia”, dice davanti alle tv, “il governo vuol sostenere le imprese italiane all’estero”.
Di certo, in quel momento, c’è che è proprio Pizzarotti a sostenere un’azienda all’estero, per la precisione la Wadi sca. Contattato dal Fatto, l’imprenditore spiega che i problemi sono rimasti anche con l’arrivo al posto di Lupi di Graziano Delrio che però, a differenza del predecessore, almeno l’ha ricevuto. “Ci ha accolto, sì, ma senza alcun vantaggio per i nostri lavori”. Chi l’ha invitata – chiediamo – a investire nella Wadi? “Pacifici. Non sapevo fosse controllata da Carrai”. E sono due. Poi aggiunge: “L’ho scelta perché investe in start up in Israele, Paese più innovativo assieme alla California, dove peraltro la mia impresa lavora, nella convinzione di fare un affare azzeccato. Pacifici mi invia periodicamente report sull’andamento dei nostri investimenti”. E Israele, in questa storia, è davvero centrale.
Dal Mossad agli affari. Alla Wadi Sarl, nell’estate del 2014, si aggiunge un’altra società, la Leading Edge, riconducibile a Reuven Ulmansky, veterano della unità 8200 dell’esercito israeliano, creata nel 1952, equivalente alla National security agency (Nsa) degli Usa, dedita da sempre alla guerra cibernetica e alla “raccolta dati” per l’intelligence israeliana. Ulmansky è socio di Carrai e degli stessi uomini che, pochi mesi dopo, nel dicembre 2014, partecipano con il 33 per cento alla neonata Cys4 che, guarda caso, vanta tre sedi in Italia e una a Tel Aviv.
Chi sono i soci della Cys4? Per il 33 per cento, appunto, sono Sica, Moscati, la Fb di Bernabè, Pacifici e Carrai. Quali sono i soci della lussemburghese Wadi Sarl? Sica, Moscati, Bernabé, Pacifici, Carrai. E Sica, Moscati e Carrai, amministrano la cassaforte Wadi sca, dove hanno investito i loro soldi Serra, il futuro capo di San Paolo Vita, Maranzana, il futuro consigliere di Finmeccanica Landi, l’uomo della lobby del tabacco Valli, il grande imprenditore Pizzarotti.
Con i nuovi soci si cresce. Il 30 novembre 2014 la società porta il capitale a 1,5 milioni e delibera aumenti fino a 3 milioni. Gestiti dagli stessi uomini che controllano, attraverso la Cambridge, il 33 per cento della Cys4. E sul fronte italiano? La Cambridge, amministrata dallo stesso gruppo, nel 2014 vede esplodere l’utile da 46 mila euro a 1,5 milioni.
Ieri Il Fatto ha contattato Carrai, che ha preferito non rispondere alle nostre domande. È per lui che il premier Renzi sta ridisegnando l’intelligence del Paese, ridistribuendo poteri e rischiando disequilibri e frizioni con il Quirinale. Il tutto solo per creare un ruolo chiave da assegnare a Marco Carrai.






fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/21/carrai-la-rete-occulta-dello-007-di-renzi-tra-soldi-allestero-e-faccendieri/2566729/

Scandalosa Ministra Fedeli: "I nostri ragazzi non si laureano? Colpa delle famiglie a basso reddito"


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A margine della sua partecipazione al Forum Ambrosetti di Cernobbio, la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha risposto alla domanda sul perché gli studenti italiani siano al penultimo posto in Europa nel numero di coloro che conseguono la laurea. "Una delle cause maggiori è la provenienza delle famiglie, a basso reddito che pingono poco per la formazione universitaria di alto livello", ha detto la ministra

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Loro tre continuano a sprecare i soldi degli italiani. Ecco le cifre monstre

LINK SPONSORIZZATO l’ultima delle idee che è venuta in mente a Matteo Renzi, a Sergio Mattarella, a Laura Boldrinie a Piero Grasso...