domenica 20 maggio 2018

Presidente Anticorruzione premia la Raggi: "Roma sta crescendo"


La sindaca posta sui social la lettera del presidente dell’Autorità che giudica positivamente il lavoro svolto dal Comune su trasparenza e anticorruzione. Restano però diverse criticità


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l presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone dà la propria valutazione al tavolo tecnico istituito con il comune di Roma riguardo al lavoro svolto dal Campidoglio nel campo della trasparenza e dell’anticorruzione. Ne dà notizia la sindaca Virginia Raggi che pubblica la lettera sul proprio profilo Fb.

Buoni risultati ma anche nodi da sciogliere
«Significativa riduzione del ricorso alle procedure negoziate», cioè senza gara, in materia contrattuale. «Misure efficaci» in materia di anticorruzione nell’ambito del piano triennale di prevenzione. «Azioni correttive» «di particolare rilievo» intraprese sul «sistema di governance delle società partecipate dal Comune». Permanere di «criticità» sulla «centralizzazione degli acquisti», sulla «rotazione del personale», su una «elevata ed anomala cancellazione di Cig», cioè i codici identificativi di gara negli appalti.

La valutazione riguarda anche la precedente gestione
Sono questi alcuni degli aspetti messi in luce dall’Anac in merito al tavolo tecnico istituito con Roma Capitale il 23 marzo 2016 con la precedente gestione Commissariale e riattivato nel marzo 2017 per monitorare l’operato del Comune su contratti, prevenzione della corruzione e trasparenza. Questo è contenuto nella lettera che il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha inviato alla sindaca Virginia Raggi il 18 gennaio e che la sindaca pubblica sul proprio profilo Facebook.

La «migliorie» da fare
Molti i punti positivi messi in evidenza, uniti all’«apprezzamento per la collaborazione mostrata da parte dei componenti del Tavolo e per la disponibilità che si è avuto modo di cogliere negli incontri intercorsi». In particolare nel settore contrattuale Cantone dà atto che «le azioni intraprese nel corso del 2017, anche per effetto della riorganizzazione promossa in precedenza e delle sollecitazioni prodotte dal tavolo tecnico, abbiano conseguito importanti e auspicati risultati». Passi avanti, con qualche miglioria da fare, anche in materia di trasparenza con la «progressiva implementazione» «dei dati concernenti i contratti pubblici, salvo lacune e inesattezze che l’amministrazione è stata invitata a regolarizzare».

La Gabanelli scopre l'ennesima truffa del PD a danno dei cittadini

Dal 2019 consumare poca elettricità vi costerà il 46% in più in bolletta


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La “tassa” sui sacchetti bio che ha suscitato polemiche ad inizio 2018 è solo la punta dell’iceberg di una serie di costi che incideranno sul budget delle famiglie italiane nell’anno in corso.

Tra i tanti rincari ci sono gas e luce, che aumentano rispettivamente del 5,3% e del 5%.

Si tratta di un’ulteriore costo di circa 80 euro all’anno che le famiglie italiane dovranno sostenere. E se pensate di consumare poca elettricità per risparmiare, dal 2019 non potrete più farlo.

Spiega Milena Gabanelli nella sua rubrica “Dataroom” per il Corriere della Sera

“La prossima bolletta della luce arriverà con un aumento del 5,3%, quella del gas del 5% , che fanno 80 euro a famiglia. Perché? Servono a dare incentivi, al risparmio energetico, a finanziare nuove infrastrutture? A cosa serve questo aumento?
L’Autorità per l’energia lo spiega bene.
Il prezzo del gas aumenta durante i mesi freddi, anche se finora abbiamo avuto un inverno piuttosto temperato. Poi c’è stata un’estate troppo calda e si è prodotto poco idroelettrico e c’è una dispersione sulle reti del Sud; che vuol dire: non è stata fatta la manutenzione. Una voce che paghiamo in bolletta e che ha avuto un aumento del 50% negli ultimi 7 anni”.

L’ex conduttrice di “Report” prosegue elencando le ragioni dei rincari:

“Detto ciò, se uno va a vedere bene dentro la delibera, le ragioni, il grosso di questo aumento è dovuto a ben altro.
Primo: un decreto silenzioso di fine dicembre ha stabilito che bisogna fare lo sconto a chi di energia ne consuma molta. Dal gruppo Mercegaglia a Pirelli, da Ilva a Lactalis (che tra l’altro è pure francese), Acqua Nepi, Uliveto, San Bendetto, gruppo Zegan, De Cecco, Rana. Insomma 2800 grandi imprese. E il conto, 1,7 miliardi, lo pagano le famiglie e le piccole imprese.
Secondo: incentivi alle rinnovabili. Giustissimo! Ma si danno anche agli impianti che producono elettricità con le schifezze (scarti industriali, oli pesanti), pratica che è stata vietata dalla Commissione europea dal 2003.
Terzo: finanziamento ai certificati bianchi. Servivano a fare efficienza. Ora servono a fare cassa alle società di distribuzione di energia elettrica. E non solo. Costano ai cittadini 7 milioni di euro al giorno”.

La mazzata ai cittadini arriverà però il prossimo anno: chi paga poco per l’elettricità si troverà in bolletta un aumento del 46%. Spiega Gabanelli:

“Da gennaio dell’anno prossimo arriva il bello! Scrive l’Autorità: ‘Con la riforma tariffaria, chi consuma poco si vedrà applicato un aumento fino al 46%’. Cioè tutte le famiglie!
Il che vuol dire: è inutile stare lì a risparmiare, tenete pure tutte le luci accese che tanto non fa differenza!
Ora, c’è una ragione per fare tutto questo: rendere più competitive le grosse imprese e incentivare all’uso dell’elettrico al posto del fossile.
Però, allora, ditelo dritto per dritto! Abbiamo deciso di favorire i grandi, qualcuno deve pagare questo prezzo e lo facciamo pagare ai piccoli. Invece di raccontare le storie dell’inverno freddo e dell’estate calda, no?”


GUARDA IL VIDEO INFORMATIVO DELLA GABANELLI QUI---- Video-Gabanelli

"Vitalizi, ci vogliono truffare" Arriva la denuncia choc del M5S


“Appena si toccano i vitalizi cominciano le anomalie”.

Lo fa sapere la senatrice del M5S Laura Bottici su Facebook.


L’esponente pentastellata in un post pubblicato sul social network scrive che “la relazione informale degli uffici di Palazzo Madama sul ricalcolo dei vitalizi è stata trasmessa alla Camera senza darne avviso al collegio dei questori”.

Inoltre il collegio dei questori non ha neanche esaminato questa relazione, nonostante Bottici lo avesse richiesto “espressamente”.

Ma cè di più, prosegue la senatrice 5 Stelle.


“A me – spiega – è stato sottoposto un documento che riportava la firma dei tecnici del Senato, ebbene il documento che è stato trasmesso all’altro ramo del Parlamento non riporta nessuna firma”.

E a nome del Movimento 5 Stelle denuncia: “Riteniamo grave questo atteggiamento da parte del questore anziano, Antonio De Poli, che va contro le più elementari regole di trasparenza e che non rispetta i membri del collegio dei questori che avrebbero dovuto esaminare e discutere in merito al contenuto del documento”.

La Bottici afferma poi di ritenere “gravi” le motivazioni di tale atteggiamento, che viene condannato fermamente dai 5 Stelle, i quali ribadiscono che la battaglia per l’abolizione dei vitalizi continuerà in entrambi i rami del Parlamento “con la massima celerità possibile”, nonostante si stia cercando di ostacolare i pentastellati al fine di mantenere il privilegio.

E conclude: “Noi non ci fermeremo, non solo per un discorso di giustizia sociale, ma anche per rispetto di tutti i cittadini che faticano ad arrivare a fine mese e che hanno pensioni sotto la soglia di povertà”.

La settimana scorsa il questore anziano della Camera dei Deputati, il pentastellato Riccardo Fraccaro, aveva denunciato che “puntuale come un orologio svizzero” era scattata la “disinformazione” di Repubblica dopo l’inizio della “Operazione Taglia-Privilegi”.

L’obiettivo del quotidiano dei De Benedetti era, secondo Fraccaro, quello di screditare l’azione del M5S.

giovedì 17 maggio 2018

"Il M5S è un pericolo per la Mafia". Dichiarazioni del boss mafioso Graviano


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Il MoVimento 5 Stelle ed il suo portavoce al Senato Giarrusso rappresentano un pericolo per la mafia.

 A dirlo sono stati Giuseppe Graviano e Umberto Adinolfi, due pericolossisimi boss della mafia e della camorra condannati all’ergastolo e in carcere al 41bis. Giuseppe Graviano insieme al fratello maggiore Filippo, nel 1990 divenne reggente del mandamento di Brancaccio-Cianciulli. I fratelli Graviano ebbero un ruolo importante nell'organizzazione degli stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma e nell'omicidio di don Pino Puglisi . I due vennero arrestati il 27 gennaio 1994 a Milano. Graviano sta scontando l'ergastolo nel carcere di Milano ed è stato accusato da vari pentiti di essere stato lui ad azionare il telecomando dell'autobomba che uccise il giudice Paolo Borsellino e 5 uomini della scorta.




Adinolfi è un boss e killer della camorra condannato all’ergastolo.

Intercettati durante l’ora d’aria nel carcere di Ascoli Piceno il 12 gennaio 2016, questi atti finiscono nel processo della Trattativa Stato-Mafia e vengono pubblicati e resi noti a luglio grazie al giornalista siciliano Riccardo Lo Verso.

Il boss della camorra Adinolfi definisce “una banda di sfegatati” il Movimento 5 Stelle mentre il boss ergastolano Graviano attacca a più riprese il senatore Mario Michele Giarrusso definito, appunto, “pericoloso”. Pericoloso perché il Movimento 5 Stelle ha smascherato e bloccato l’estensione di benefici di sconti di pena ai mafiosi che il governo Pd-Alfano voleva concedere con il beneplacito di Forza Italia.

Quelle che potete leggere sono intercettazioni inquietanti.

Oltre alle minacce ci sono altri particolari, che pongono interrogativi che non possono rimanere senza risposta.

Come faceva Graviano a conoscere nei dettagli i lavori parlamentari della Commissione Giustizia, tanto da poter attaccare Mario Giarrusso? I resoconti della Commissione Giustizia sono sintetici e le sedute non sono pubbliche. Chi sono i suoi interlocutori politici?

Graviano e Adinolfi parlano delle modifiche al 41bis (liberazione anticipata, revisione dell’ergastolo, modifiche al 41bis con alleggerimento del regime carcerario per i capo mafia). Il dialogo si svolge a gennaio 2016 mentre il provvedimento con cui il governo tenta di farsi dare la delega per la modifica del 41bis e del 4bis è successivo. Come facevano ad essere già al corrente di future azioni parlamentari?

Queste porcherie sono state bloccate grazie all’emendamento del Movimento 5 Stelle a prima firma Giarrusso, nei confronti del quale, dopo la pubblicazione dell’articolo a giugno, prima è stata concessa la scorta e poi gli è stata successivamente revocata in maniera strana. Il portavoce del Movimento 5 Stelle ha richiesto le motivazioni per le quali da parte del Ministro Minniti è stato apposto il segreto.

In attesa che il Governo ed il Ministro Minniti diano le dovute risposte, il Movimento 5 Stelle continuerà a combattare con ogni forza le mafie, vero e proprio cancro di questo Paese.

LE INTERCETTAZIONI:

ADINOLFI ( riferendosi al Movimento 5 Stelle): NO, SU…SO NA BANDA DI SFEGATATI
GRAVIANO: UN ALTRO PERICOLOSO SEMPRE DI QUESTO GRUPPO SAI CHI E'? (INCOMP.) QUELLO CHEEEE... (INCOMP.)

ADINOLFI: CHI, U PAESANO TUO? (INCOMP.) MARIO GIARRUSSO?
GRAVIANO: U SENATORE GIARRUSSO.

ADINOLFI: GIARRUSSO, MANCO LI CANI.
GRAVIANO: QUESTO CHE DICI TU. MIIIINCHIA. SEMPRE MALE, MALE,MALE. ALLORA ERANO MESI... TU LO SAI...CHE E' ANCHE SUCCESSO (INCOMP.) PERCHE' CI DOVEVANO RIUSCIRE. SI ERANO FATTI DARE LA SCARCERAZIONE ANTICIPATA. DA TRE MESI A CINQUE MESI. QUELLO CHE VA DAL DUEMILADIECI AL DUEMILAQUINDICI. PER TUTTI. CHISTU U GOVERNO CI DISSI. PER TUTTI. DUEMILADIECI – DUEMILA... SULU CA (INCOMP.) IN SEI ANNI. DUEMILADIECI, DUEMILAUNDICI, DUEMILAEDODICI, DUEMILATREDICI, (INCOMP.), DUEMILAQUINDICI. (INCOMP.)

ADINOLFI: NON L'HANNO AUMENTA...CAMBIATO.
GRAVIANO: NO,NO.

ADINOLFI: VALEVA PER TUTTI.
GRAVIANO: PER TUTTI. QUESTO E' IL DECRETO. CHI CHE ERA DEFINITIVA...CHISTA ERA A LIBERAZIONE ANTICIPATA IN QUEL PERIODO, QUINDI L'ARTICOLO 7 SCOPPOLA...SCOPPOLA. HANNO...

ADINOLFI: (INCOMP.) DECRETO UNNI U PIGGHI (INCOMP.)
GRAVIANO: AH?

ADINOLFI: (INCOMP.) AVENDO U RITO ABBREVIATO.
GRAVIANO: E CI...

ADINOLFI: CHI CE STA A CHILLO CA RITE...LI OTTIENI. CHI NON CE STA A CHILLO CA RITE NON LI OTTIENE.
GRAVIANO: QUESTO E’ TUTTO DA VEDERE. ALLORA CHE SUCCEDE, (INCOMP.) VIENE ANNOTATO PURE U 416 BIS

ADINOLFI: SI.
GRAVIANO: …CHIDDU INVECE NON...(INCOMP.)

ADINOLFI: SI,SI,SI.
GRAVIANO: ...NO FRATTEMPO CHE FA U (INCOMP.) GIARRUSSO...A CA...(FA DEI VERSI INDECIFRABILI)

ADINOLFI: FINORA IO HO AVUTO LA MIA OPPORTUNITA' EPPURE MI ATTACCO A
CHISTI CCA'... NO?
GRAVIANO: E CHISTU CI RISSI JU'. E L'HANNO RIPORTATO DI NUOVO A TRE MESI, SOLO PER NOI.

ADINOLFI: SOLO PER NOI. PER TUTTI QUANTI A 5 MESI.
GRAVIANO: PERO’ VEDREMO U FATTO DI INCOSTITUZIONALITA’.

ADINOLFI: (INCOMP.) MA NON E' CA (INCOMP.) 5 STELLE.
GRAVIANO: (INCOMP.) UNO PIU’ UNO FA DUE…AUMENTANO. CHE SUCCEDE? ADESSO...GLI HO DETTO (INCOMP.) INCOSTITUZIONALITA'. PERCHE' TU LA LIBERAZIONE ANTICIPATA LA DEVI DARE A TUTTI. NON PUOI FARE...ESCLUDI ALCUNI REATI... GIUSTO? QUESTA E' LA SITUAZIONE... ORA TI VOLEVO DIRE UN'ALTRA COSA CHE TU... CHE TU MI HAI DETTO (INCOMP.) POI NE PARLIAMO.

ADINOLFI: U FATTO CHE TAGGIA RITTU JU' E' U FATTO DO RITO ABBREVIATO.
GRAVIANO: NO. U RITO ABBREVIATO CI SONO (INCOMP.) IO HO DIVERSE SITUAZIONI. PERO' PER ADESSO NON MI INTERESSA. IO CI STO TENTANDO LA REVISIONE. SE NON CI RIESCO POI VEDIAMO CHE COSA...IO NON SONO UN TIPO CHE RINUNZIA (INCOMP.)...PERO' SAI IO COSA DICO? IO HO FATTO TUTTO QUELLO CHE C'ERA DA FARE.

ADINOLFI: BRAVO!
GRAVIANO: (INCOMP.) PAZIENZA, NON CI POSSO FARE NIENTE.

ADINOLFI: ALLORA…RICORDATI UN PO’, RICORDATI UN PO’. NELLA LETTERA CHE IO HO SCRITTO A MIA FIGLIA...AAA…ALLA MIA FAMIGLIA...AH? CHISTI PAROLE IO GLI DISSI SU UN DISCORSO, NO? HO DETTO: L'IMPORTANTE CHE IN FUTURO OGNUNO DI NOI...OGNUNO DI NOI POTRA' DIRE, A RAGIONE...A RAGIONE...POTRA' DIRE...HO FATTO IL MEGLIO CHE POTEVO FARE..
GRAVIANO: TUTTO QUELLO CHE C'ERA DA FARE… IO SONO QUESTO!

ADINOLFI: L'IMPORTANTE E' CHISTO...CA POI SE RAGGIUNGI UN OBIETTIVO O NON SI RAGGIUNGE, L'IMPORTANTE E' CHE UNO NON HA TRALSACIATO NULLA.
GRAVIANO: E' QUESTO. IO SONO COSI' DA SEMPRE. (INCOMP.)

M5S e Lega taglieranno le accise sul carburante: 20 cent in meno al litro


Ettore Livini, nella Repubblica, scrive che una delle prime proposte avanzate da Lega e M5S, riguarda l’eliminazione delle componenti anacronistiche delle accise sul carburante.


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Le accise, usate per finanziarie eventi dello Stato, valgono attualmente 73 centisimi al litro sulla benzina e quasi 62 sul gasolio; invece quelle del ‘900, di circa 20 centesimi al litro, venivano usate per finanziare le guerre in Abissinia, Bosnia e Libano, per riparare i danni causati dall’alluvione a Firenze e dai terremoti in Belice, Friuli ed Irpinia, ma anche per il disastro in Vajont e la crisi del Canale di Suez.

L’Agenzia delle entrate ha dichiarato che le accise hanno fruttato 25 miliardi nel 2017 per cui eliminandone circa il 25% si cancellerebbero dal bilancio dello stato 6 miliardi.

Lo Stato l’anno scorso ha incassato 37 milioni per il finanziamento delle guerre in Etiopia, e altri 150 miliardi grazie alle accise sui terremoti del ‘900 contro i 70 che, secondo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sono stati impiegati per i luoghi danneggiati dai terremoti.

Tuttavia queste imposte sono state rese strutturali, nel costo della benzina, da un provvedimento del governo Dini del 1995, e dalla Legge di stabilità del 2013 che ha ufficializzato anche le nuove accise, quelle approvate per finanziare il rinnovo del contratto dei ferrotranvieri, l’acquisto dei bus ecologici, il terremoto dell’Aquila e in Emilia, l’alluvione in Liguria e Toscana, l’emergenza migranti ed infine il Salva Italia del governo Monti.

Il prezzo della benzina in Italia è il quarto più alto d’Europa, l’unione petrolifera ha calcolato che il prezzo medio di un litro di benzina è pari a 1,593 euro quindi il petrolio vale solo il 36% nel costo finale.

Tralasciando le tasse, gli automobilisti italiani pagherebbero 0,577 euro un litro di benzina e 0,588 il gasolio: la componente fiscale è del 64%.

Roma, ennesimo capolavoro della Raggi! Ridotto il debito pubblico di 200 milioni di euro


Abbattuto il debito pubblico di Roma.


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Lo fa sapere il Movimento 5 Stelle con un post pubblicato su Facebook.

“A Roma – scrivono i 5 Stelle – abbiamo ridotto il debito ereditato dal passato, senza creare ulteriori pendenze con le banche: in questo modo non scarichiamo il peso sulle future generazioni”.

Abbiamo estinto anticipatamente i mutui contratti con Cassa depositi e prestiti e con le banche, – proseguono – risparmiando così importanti cifre – che sarebbero andate perse per pagare gli interessi – per metterle subito a disposizione dei servizi di mobilità per le persone diversamente abili”.

A differenza dell’amministrazione pentastellata, le precedenti giunte avevano contratto debiti per centinaia di milioni: “Noi li abbiamo pagati e abbiamo evitato di accumularne altri. Questo significa alzare la testa,” conclude il M5S.

Lunedì scorso in un post pubblicato sul Blog delle Stelle, l’assessore al Bilancio di Roma Gianni Lemmetti ha spiegato che grazie ad una variazione al Bilancio di previsione 2018-2020, il Comune di Roma provvederà all’estinzione anticipata dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti.

Si tratta di un aspetto “non secondario”, ha osservato Lemmetti, in quanto “il risparmio in termini di rimborso del capitale e degli interessi finanzieranno i servizi di mobilità delle persone con disabilità, 5 milioni di euro l’anno nel 2019 e 2020”.

L’assessore capitolino ha anche fatto sapere che si sta riducendo anche il nuovo debito contratto, “che si attesta a poco più di 1,9 milioni di euro, contro cifre che in passato variavano da 41 milioni ai circa 500 milioni del 2012”.

“Ora continuiamo su questa strada, – ha concluso – riportando sostenibilità e rigore nei conti di Roma Capitale.”

“Il bilancio consuntivo del Campidoglio – aveva spiegato in un altro post Lemmetti – si chiude con un miglioramento del disavanzo di oltre 59 milioni di euro e quindi con un surplus di 30 milioni di euro rispetto al miglioramento minimo imposto dalle norme”.

mercoledì 16 maggio 2018

Ultim'ora - Tremano Berlusconi e tutti i politici inquisiti. M5s e Lega istituiscono il codice etico per i politici. No condannati e conflitto d'interessi


Un codice etico per i membri del consiglio dei ministri: via se hanno condanne, se sono massoni o sono in conflitto di interessi con “la materia oggetto di delega”. E questa una delle novità dell’ultima bozza del contratto di governo Lega-M5s, una versione su cui Luigi Di Maio e Matteo Salvini stanno discutendo in queste ore e che deve ancora ricevere il via libera ufficiale.


La Raggi a Roma ha tagliato le autoblu ed i pass speciali ZTL per i politici. Ma nessun tg lo ha mai detto

Il presidente dell'Assemblea capitolina ha annunciato misure per ridurre la spesa e «per dare un segnale sull'importanza dell'utilizzo dei mezzi pubblici a scapito di quelli privati»
Via le auto blu, stop ai permessi Ztl pagati dal Comune: i consiglieri capitolini avranno diritto alla tessera Atac per bus e metro, ma non avranno altri «benefit» per andare al lavoro. Lo ha deciso l'ufficio «Nella riunione dell'ufficio di presidenza dell'Assemblea Capitolina, negli indirizzi delineati «per realizzare una importante riduzione dei costi della politica». Lo ha reso noto Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea, con un post su Facebook.


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In particolare - ha scritto - «è stata disposta l'eliminazione delle auto blu assegnate all'Ufficio di Presidenza (5 di cui 3 a disposizione di consiglieri M5S, 2 di opposizione) ed è stato espresso indirizzo per l'eliminazione di quella a disposizione dei presidenti dei gruppi (per questi ultimi servirà una ulteriore delibera). È stato inoltre deciso di eliminare i permessi ZTL con diritto di sosta (Euro 2040 x 48) e di utilizzare processi di centralizzazione degli acquisti da parte dei gruppi, con forti risparmi di spesa sui loro fondi. Le auto blu inutilizzate saranno reimpiegate per finalità sociali. I consiglieri avranno diritto alla tessera per autobus e metro, per incentivare e dare un segnale sull'importanza dell'utilizzo dei mezzi pubblici a scapito di quelli privati. Dopo il taglio di alcune commissioni speciali oggettivamente inutili, che ha già portato diversi milioni di Euro nelle casse capitoline, questo rappresenta un altro segnale importante: dobbiamo riportare la politica al livello dei cittadini per far riavvicinare i cittadini alla politica». Questa mattina nuovo ufficio di presidenza per assumere le determinazioni definitive.

Questa notizia è stata riportata solo ed esclusivamente dalla giunta Raggi tramite Facebook ed il sito del Comune di Roma.
Nessun TG, nemmeno quello di Mentana, ha mai riportato la notizia.
A loro interessano solo le orecchie del Sindaco di Roma o altre sciocchezze che per i cittadini stanno diventando ridicole e molto stancanti.
Bene, noi abbiamo deciso di riportarvi la notizia, perchè non è solo la vittoria di Virginia o del M5S, ma di tutti i cittadini di Roma.
Questo Paese può cambiare con regole facili, ma sopratutto con la collaborazioni di tutti.

Di Battista reporter per il Fatto quotidiano


L’ex parlamentare pentastellato alla vigilia della ‘fuga’ di sei mesi negli Usa: “potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura. Ma quando senti il richiamo, è più forte di te”


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Dal Movimento 5 stelle al Fatto quotidiano, da Beppe Grillo a Marco Travaglio. Alessandro Di Battista, parlamentare uscente e uno dei personaggi più amati del M5s è pronto, come annunciato da tempo, per la sua ‘fuga’ di sei mesi negli Stati Uniti.

“Potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura. Ma quando senti il richiamo, è più forte di te…”. Alessandro Di Battista ha parlato così su Facebook del suo viaggio negli Usa, con il sorriso sulle labbra e un pò di nostalgia per il parlamento. Un viaggio della durata di sei mesi a partire da giugno, dove ‘Diba’ e signora, in compagnia del piccolissimo Andrea, lavoreranno come reporter per il Fatto quotidiano e come documentaristi per la web tv del quotidiano Loft.
Di Battista avrà l’opportunità fino a dicembre di girare “un po’ le strade d’America, scrivere dei reportage su varie tematiche dalla periferia del mondo, girare la California, entrare in Messico, raccogliere delle idee, delle proposte” e raccontare ai propri lettori e spettatori, anche attraverso i social, “tutto di questo viaggio, le problematiche sociali, le idee innovative, come gli esseri umani si organizzano per risolvere un problema al di là dell’Atlantico, come sta cambiando la frontiera ad esempio”. Durante il lungo tragitto “io farò anche 40 anni, Andrea festeggerà il suo primo compleanno probabilmente in Guatemala, dove io ho lavorato”.
L’idea del viaggio, ha raccontato lo stesso Di Battista, era nato dopo l’incontro qualche anno fa con una famiglia danese in America Latina. “Vidi la serenità di questa famiglia, della bimba di pochi mesi sempre insieme ai genitori e mi venne in mente questo sogno, pensai che prima o poi lo avrei fatto con la mia”.
“Sto andando a fare quello che ho sempre sognato – ha aggiunto Di Battista – indagare dei fenomeni e poterli scrivere. Non è mica stata una scelta facile, a me dispiace non essere lì dentro in questa legislatura. E’ stata una scelta sofferta perché quando si combatte così tanto e ci si impegna così tanto, poi ti dispiace di non esserci in prima linea come prima. Tuttavia ho scelto, e sono proprio contento della scelta che abbiamo fatto”.
D’altra parte, ha concluso Di Battiusta, “c’è tanta, tanta vita al di fuori dei palazzi istituzionali, anche se ora vedere Roberto (Fico) lì mi da una grande felicità. Potevo avere degli incarichi importanti in questa legislatura, ma quando senti il richiamo è più forte di te. E’ che io sono proprio curioso. Una vita non mi basta”.

Il Telegraph "benedice" il Reddito di cittadinanza: "Porta uguaglianza tra il popolo"


Mentre i politici europei, amplificati dai media sia italiani sia internazionali, lanciano i consueti severi moniti e le alte grida di allarme di fronte allo spauracchio “populista” che si aggirerebbe per


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 l’Italia, con questo esercitando pesanti interferenze sull’impegnativo processo democratico per la formazione del nuovo governo, vi sono però importanti testate e giornalisti prestigiosi che si discostano da questi luoghi comuni. Dopo le aperture di Wolfgang Munchau sul Financial Times, anche Matthew Lynn esce sul Telegraph con un articolo più riflessivo e realista sulla situazione italiana

ul reddito di cittadinanza, il Telegraph lo definisce un’idea radicale, con la quale si pensa di ”rendere la società più egualitaria”. La proposta presenta un aspetto preoccupante, che principalmente è quello di ”spezzare il legame tra lavoro e reddito, fondamentale per un’economia di successo”. Ma anche questa, osserva il Telegraph, è una possibilità da esplorare.

Ma soprattutto, visto il totale fallimento delle politiche degli ultimi decenni – che pur puntualmente svolgendo i “compiti a casa” suggeriti dalle istituzioni europee non hanno portato a niente altro che a fallimenti, disoccupazione crescente, aumento della povertà e anche all’aumento dello stesso debito che con quelle politiche si sarebbe dovuto risanare – allontanarsi da questo solco fallimentare può essere un’idea più che sensata. Del resto, le politiche più osteggiate in quanto “populiste” e pericolose, spesso hanno al contrario prodotto buoni frutti. E i mercati, in realtà, dovrebbero festeggiare.

Ecco le conclusioni del Telegraph:

“Non è che l’Italia sia stata un grande successo economico negli ultimi 20 anni. Da quando ha adottato l’euro, il suo tasso di crescita medio è stato pari a zero. Avete letto bene. Un tubo, nada, niente, come direbbero in Italia. In confronto, la Francia ha registrato lo 0,84%, la Spagna l’1,08% e la Germania l’1,25%. La disoccupazione è paralizzante e la povertà cresce inesorabilmente. Niente di tutto ciò è inevitabile.

Dopo tutto, in passato il paese ha avuto periodi di notevole successo economico: dal 1961 al 1980 l’Italia è cresciuta di quasi il 4% all’anno, solo leggermente meno della Spagna, e significativamente di più di Francia o Germania. È difficile sostenere che non valga la pena provare qualcosa di diverso.

Quando i politici populisti arrivano al potere, ci sono sempre previsioni di catastrofi. Ma in realtà, non fanno troppo male. Donald Trump potrebbe anche essere un odioso buffone (se è in giornata buona), ma il suo mix di tagli alle tasse e deregolamentazione sta aiutando la crescita. La Polonia sta andando veramente bene sotto il suo governo “populista”, nonostante la minaccia di punizioni da parte di Bruxelles – e si prevede che crescerà di un altro 4% quest’anno. E così l’Ungheria.

Con una crescita misera, l’economia in stallo, la produttività stagnante e un’accumulazione di debito su cui nessuno riesce a fare niente, l’economia globale ha dannatamente bisogno di nuove idee.

Quando il nuovo governo prenderà il potere a Roma, la Borsa di Milano potrebbe anche crollare e i rendimenti obbligazionari salire alle stelle. In realtà, i mercati dovrebbero finalmente accogliere con favore qualche visione nuova – e gli investitori puntare su un paese che potrebbe essere in procinto di rinascere.”

martedì 15 maggio 2018

Travaglio da Floris: "Salvini tenuto per le palle da B, Di Maio ha tutti i media contro"


GUARDA IL VIDEO qui----- www.la7.it/dimartedi



Presidente Anticorruzione premia la Raggi: "Roma sta crescendo"

La sindaca posta sui social la lettera del presidente dell’Autorità che giudica positivamente il lavoro svolto dal Comune su trasparenza ...